Pantone ha decretato il Very Peri colore del 2022, e noi non abbiamo nulla contro questa splendida sfumatura di viola che regala subito serenità e calma, ma siamo convinti che il vero colore dell’anno sia un altro, il rosa.

Un colore che non conosce mezze misure, o lo ami o lo odi, ma che invece conosce mille sfumature capaci di regalare al nostro umore e ai nostri look delle sensazioni completamente diverse.

Tra il rosa cipria, discreto ed elegante, e il rosa shocking, vibrante ed acceso, c’è un mondo di tonalità tanto differenti quanto divertenti da indossare da sole o insieme ad altri colori per creare look in color block.

Storia del rosa dal ‘700 ad oggi

Conosci la storia del rosa?

E’ piuttosto affascinante e sorprendente, pensa che nel ‘700 la sua versione pastello veniva indossata da uomini e donne come anche le altre tonalità chiare di azzurro e verde.

Nell’800 invece i gusti sono cambiati, e il rosa è diventato il colore usato per vestire i bambini, mentre per le bambine si preferiva l’azzurro, che oltre a richiamare la sfumatura del manto della Madonna aveva un aspetto più pacato.

Il rosa invece veniva considerato come il fratello minore del rosso, un colore pieno di forza ed energia, ecco perché era ritenuto più adatto per vestire i bambini.

Avvicinandoci ad un periodo più recente dobbiamo fare una pausa negli anni ’30 e all’exploit del Rosa Schiaparelli, anche noto come rosa shocking, una tinta decisa e accesa, in netto contrasto con il nero e il beige proposti da brand come Chanel nello stesso periodo.

La stilista italiana ha scelto questo colore per il packaging del suo profumo, che si chiamava proprio “shocking”, e non l’ha lasciato più trasformandolo nella sua cifra stilistica più riconosciuta.

Negli anni ’40 i produttori di abbigliamento per bambini negli Stati Uniti hanno preso una decisione di marketing che ancora oggi segna il nostro modo di pensare, stabilendo che i vestiti da bambina sarebbero stati rosa, e che l’azzurro sarebbe invece stato il colore perfetto per i capi da maschietti.

In un libro più recente puoi approfondire questo cambiamento epocale che sembra non averci ancora abbandonati del tutto, il titolo è Pink and Blue: Telling The Boys from the Girls in America.

Negli anni ’50 finalmente il rosa è esploso in tutto il suo splendore: nel ’59 è nata Barbie, con i suoi outfit tutti fucsia, ma già nel 1953 Marylin Monroe era apparsa fasciata da un abito rosa nel film “Gli uomini preferiscono le bionde”.

Da quel momento il rosa è diventato il colore della femminilità per eccellenza.

Qualche anno dopo, nel 1963, il completo Chanel indossato dalla First Lady Jackeline Kennedy e imbrattato dal sangue del marito è passato alla storia tingendo di rosa una delle parentesi più nere nel passato degli Stati Uniti: pensa che oggi quel completo viene conservato nei National Archives e non potrà essere esposto al pubblico prima del 2103, anno in cui decadrà l’accordo firmato da Caroline Kennedy.

Negli anni ’70 il femminismo ha ripudiato il rosa, considerato troppo legato a tradizioni e stereotipi non in linea con il momento storico; ma nel nuovo millennio il rosa è tornato ad essere simbolo delle lotte femministe, nella versione accesa tanto cara ad Elsa Schiaparelli.

Capisci perché secondo noi nel 2022 abbiamo bisogno di un colore con un passato così intenso, che ancora oggi simboleggia forza, femminilità, grazia e determinazione?

Il rosa è il colore perfetto per dipingere il nostro percorso dopo anni di buio, abbiamo bisogno di sognare, di rimboccarci le maniche, di essere forti e fragili come solo il rosa sa essere.

Autore Sara Mallia

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