Se sei un’appassionata di moda o sei semplicemente attratta da questo mondo così colorato e creativo, è probabile che nella tua vita qualcuno ti abbia etichettata come “fashion victim”.

C’è chi lo fa bonariamente, chi non conosce il reale significato di questa espressione, ma c’è anche chi invece pensa che avere una passione per un sistema all’apparenza frivolo come quello della moda, sia il chiaro segno di un atteggiamento di cieca dipendenza da quell’ambiente.

In effetti la definizione corretta della parola “vittima” non concede scampo: la vittima nell’antichità era l’animale o la persona sacrificata durante i riti di alcune religioni pagane, mentre in quella cristiana la vittima per eccellenza era Gesù, immolatosi per salvare l’umanità.

Un po’ drammatico, non trovi?

Nessuno pensa davvero a sacrificarsi per un paio di scarpe, anche se in tutta sincerità ti confesso che alcune amiche hanno quasi fatto a pugni per le decollete di Moda Essenziale quando le hanno viste per la prima volta; per fortuna sono riuscita ad accontentare tutte, nessuno meglio di me capisce il desiderio ardente di calzare scarpe fantastiche, abbinandole ad abiti che ci valorizzano e ci fanno sentire speciali, ma essere considerata una vittima mi deprime.

Essere vittime della moda è esattamente l’opposto di ciò che la moda simboleggia: come si può diventare schiave di qualcosa che rappresenta la creatività, la libertà, la personalità e l’unicità di ognuna di noi?

Per me è impossibile immaginare di sacrificare questi valori, per cedere ai dettami imposti da altri, in modo cieco e acritico: la moda non può essere un insieme di regole improbabili che cambiano con il variare delle tendenze, la mia  moda è libera espressione della personalità attraverso i capi che scelto con cura ogni giorno, per me e anche per te.

Oscar de la Renta, il designer che ha coniato l’espressione “fashion victim” negli anni ‘80, faceva riferimento proprio a chi si impone di indossare abiti di tendenza solo per sentirsi parte di qualcosa, di un gruppo, integrato nella società.

Secondo  Gianni Versace chi modifica il proprio modo di apparire ad ogni stagione, seguendo tutte le tendenze passeggere, è da considerarsi una fashion victim.

Io penso che oggi più che mai siamo circondate da fashion victim, che attraverso i social ci dicono quello che dobbiamo indossare per essere cool, anche se è oggettivamente brutto, lontano dal nostro stile, o peggio, sbagliato per la nostra forma del corpo e del cuore.

La forma del cuore è la versione non tangibile della forma del corpo: non si vede, ma è composta da quell’insieme di emozioni, storie, cicatrici e sensazioni che ci rendono quelle che siamo.

Uniche nel mondo.

Sta a noi trovare il coraggio di rompere questo circolo vizioso, e imparare a valorizzare sia la nostra forma del corpo, che quella del cuore, creando il nostro personalissimo “sistema moda”.

Snaturare stile, personalità e senso del bello è quanto di meno modaiolo possa esistere, e chi ama davvero la moda lo sa bene; le passerelle, le luci della ribalta, le tendenze, sono soltanto una piccola porzione di questo magico universo, dove creatività e libertà volano ad ali spiegate.

Io volo con loro, e tu?