La logomania è una tendenza che va e viene da anni, ricordo ancora con tenerezza la collezione di Murakami e Louis Vuitton nel 2003 perché quella è stata l’ultima volta in cui ho desiderato qualcosa con i magici loghi in vista: pensa che non ero nemmeno attratta dal monogram del brand presente su borse e cinture, ma dal fatto che fosse colorato e stampato su un fondo bianco candido molto femminile!

Non sono mai stata particolarmente interessata all’ostentazione delle griffe tipica di questa tendenza, che viene definita come “l’ossessione di possedere qualcosa di logato, quasi sempre legata al mondo della moda di lusso”, credo non ci sia niente di più spersonalizzante nella moda che vestirsi con i nomi di altri stampati addosso, ma il mio è solo un punto di vista.

logomania

Negli ultimi mesi la logomania ha conquistato anche il mondo delle streetwear, grazie a collaborazioni tra marchi di lusso e brand di nicchia la quantità di loghi e scritte stampate su magliette e accessori è aumentata a dismisura, riportando in auge un trend che sembrava sepolto nei primissimi anni della decade che sta per concludersi.

Ma perché la logomania piace? La risposta è semplice, esporre un logo ci rende parte di un gruppo, di un’ elite di persone capaci di spendere centinaia di euro per un accessorio di lusso sì, ma usa e getta nell’anima; perché la logomania è così, oggi tocca a Gucci, domani a Louis Vuitton, poi a Balenciaga.

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IG @AnouskaAnastasia

E così via, in una girandola senza fine mossa anche dal vento dei social e dalla costante presenza di influencer che ci ricordano cosa è in e cosa è già out.

I brand del lusso stanno cavalcando l’onda in un modo anomalo, si potrebbe pensare che distinguersi e creare un nuovo motivo unico sia la chiave del successo, ma quello che sta accadendo è esattamente l’opposto: tanti marchi hanno rielaborato i loro loghi, rendendoli sempre più minimal e banali, puntando su font che ricordano il vecchio e caro san serif.

Poco originali sì, ma questi nuovi loghi sono perfetti per essere stampati su maglioni, gonne, calzini, accessori, unghie e pelle: la nuova logomania non conosce limiti, questo è certo.

Ed ecco quindi che la spersonalizzazione è ancora più globale!

Dobbiamo quindi arrenderci ad un altro anno in cui invece che vestirci andremo in giro conciate come cartelloni pubblicitari? La risposta è no, per fortuna.

Dietro all’ossessione per l’ostentazione della griffe c’è il nuovo lusso, un’onda silenziosa che risponde alle urla dei megafoni con l’eleganza delle forme, la qualità dei materiali, la sostenibilità dei prodotti.

E’ l’onda che abbraccio anch’io con Moda Essenziale, si fonda su principi sacri come il rispetto delle materie prime, le lavorazioni artigianali e l’acquisto consapevole di capi versatili e duraturi.

Non serve ostentare per essere, non ha senso nascondersi dietro il nome di altri per essere notati, non è rispettoso nei nostri confronti soffocare la nostra personalità sotto ai vestiti che gli altri scelgono per noi.

La nostra unicità è la nostra forza, ed è l’unico logo che dovremmo ostentare con fierezza.